Il dente devitalizzato, un amico un po’ “fragile”

Il dente devitalizzato: un amico un po’ “fragile”

Il paziente che ha in bocca un dente trattato endodonticamente deve essere consapevole che il dente devitalizzato ha una percentuale di idratazione inferiore, ed un orientamento leggermente diverso delle fibre collagene costitutive rispetto ad un dente vitale; questi due elementi ne possono aumentare la fragilità agli stimoli meccanici, esponendolo alla possibilità di fratture, soprattutto nel caso in cui si sia usato un perno endoradicolare per dare ritenzione alla ricostruzione del dente.

 

il dente devitalizzato

Il dente devitalizzato spesso ha perso gran parte della sua componente coronale, a causa della carie. E’ pertanto necessario restaurarlo correttamente, per non incorrere in fratture del restauro o della radice

 

Per evitare qualsiasi inconveniente, una volta terminata la terapia canalare, il dentista saprà consigliare la strategia ricostruttiva più idonea e sicura nel singolo caso: per elementi ampiamente coinvolti dalla carie o con estese superfici già precedentemente ricostruite, in cui la sostanza dentale residua è minima, potrà essere consigliabile proteggere il dente con un intarsio a protezione cuspidale o, nei casi più severi, con una corona protesica.

restauro indiretto intarsio                   intarsio

corona protesica                          corona protesica quadrato

Questa procedura ridistribuendo uniformemente i carichi occlusali su tutta la superficie, non elimina ma minimizza la possibilità di una frattura. Nel caso in cui invece il dente sia pressochè integro a parte la cavità di accesso della terapia canalare, sarà possibile restaurarlo con una semplice ricostruzione in resina composita (la cosiddetta “otturazione”) fatta direttamente alla poltrona in una seduta.

restauro diretto ricostruzione            ricostruzione diretta 4

Un’altra cosa di cui è bene che il paziente sia pienamente consapevole è il fatto che il dente devitalizzato non ha più la sensibilità al caldo e al freddo; pertanto è necessario eseguire periodicamente dal dentista una visita ed una radiografia endorale per verificare che la ricostruzione sia integra e il dente sia esente dalla recidiva di carie.

In alcuni casi capita di visitare pazienti in cui una precedente terapia canalare non ha avuto successo, nel caso non sia stata correttamente eseguita ma anche nel caso in cui il dentista si sia trovato di fronte a particolari difficoltà, dovute ad esempio ad anatomie complesse, canali stretti e curvi, anastomizzati fra loro, oppure canali accessori non trovati al primo intervento. In queste circostanze anche a distanza di anni potrebbe determinarsi una infezione cronica (sintomatica o non sintomatica – in tal caso rilevabile dalla radiografia) a carico del dente devitalizzato tale da richiedere un re-intervento o ritrattamento canalare. Un’altra situazione che potrebbe portare negli anni alla necessità di ritrattare il dente è la presenza di una ricostruzione non precisa, fessurata o rotta che può provocare infiltrazione di batteri e recidiva di carie, oppure ad una nuova infezione del dente già trattato. Infatti anche la ricostruzione del dente che fa seguito ad una terapia canalare è di primaria importanza: il dente devitalizzato correttamente deve essere altrettanto correttamente ricostruito, per mantenere nel tempo i risultati ottenuti.
Il dente devitalizzato può spesso essere ricostruito con una semplice ricostruzione con tecnica adesiva, cioè una semplice “otturazione”fatta alla poltrona in una seduta, oppure con un intarsio fatto con tecnica indiretta (una ricostruzione fatta in laboratorio da un’impronta di precisione della cavità), e successivamente integrato nel dente da ricostruire mediante tecnica adesiva. Questo però va valutato in base alla quantità di tessuto sano residuo presente a livello della corona del dente, una volta rimossa tutta la carie. Il dente devitalizzato ha indubbiamente una fragilità agli stimoli meccanici leggermente aumentata rispetto al dente vitale, e questo nel caso di ampie ricostruzioni lo espone alla possibilità di fratture. La frattura verticale, che si verifica soprattutto nel caso in cui sia stato usato un perno endoradicolare per dare ritenzione ad un’ampia ricostruzione, è una evenienza temibile che può portare alla necessità di estrarre il dente. Per questo in alcuni casi il dentista consiglierà di proteggere il dente con una corona protesica; questa procedura ridistribuendo uniformemente i carichi occlusali su tutta la superficie, non elimina ma minimizza la possibilità di una frattura, e migliora la prognosi a lungo termine del dente devitalizzato e ampiamente ricostruito.
Il dente devitalizzato e ricostruito correttamente ha un’ottima prognosi a lungo termine, paragonabile a quella di un dente non trattato.

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